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	<title>notimenospace</title>
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		Nessuno è più schiavo di chi si ritiene libero senza esserlo (Goethe)
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  <updated>2004-04-30T12:07:21Z</updated>

    
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        <title type="html"><![CDATA[Come si umilia un popolo]]></title>
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          <![CDATA[
		  <BLOCKQUOTE>
<BLOCKQUOTE>
<P align=justify><FONT face=Tahoma size=2>I soldati statunitensi hanno guidato bulldozer, mentre da altoparlanti suonavano musica jazz a tutto volume, a sradicare coltivazioni di vecchie palme da datteri, aranceti e limonaie. E’ successo nell’Iraq centrale e l’operazione era parte di una nuova politica di punizione collettiva dei contadini che non forniscono informazioni sui guerriglieri che attaccano le truppe statunitensi.</FONT> <BR><FONT face=Tahoma size=2>Traduzione di <A href="http://www.nuovimondimedia.it/" target=_new target=_blank >nuovimondimedia</A></FONT></P></BLOCKQUOTE></BLOCKQUOTE><BR>
<P class=article align=justify><FONT face=Tahoma size=2>Le radici delle palme, alcune con più di 70 anni, spuntano dalla terra marrone sollevata dai bulldozer a lato della strada, a Dhulaya, una piccola cittadina 50 miglia a nord di Baghdad. Le donne locali, ieri, erano indaffaratissime a raccogliere i rami degli alberi sradicati, di arancio e di limone, per portarseli a casa, così da utilizzarli almeno come legna da ardere.Nusayef Jassim, uno dei 32 coltivatori che hanno visto i loro alberi da frutto distrutti, ha detto: “ci hanno detto che combattenti della resistenza irachena si sono nascosti nei nostri poderi, ma non è vero. Non hanno catturato nessuno. Non hanno trovato nessuna arma”.<BR>Altri contadini hanno dichiarato che i soldati USA hanno detto loro con un megafono, in arabo, che gli alberi da frutto sono stati distrutti dai bulldozer per punire i contadini per la poca collaborazione contro la resistenza, che è molto attiva in questo distretto musulmano sunnita.</FONT><BR></P>
<P class=article align=justify><FONT face=Tahoma size=2>“Scherzavano, ci schernivano suonando musica jazz mentre abbattevano gli alberi”, ha detto un uomo.</FONT><BR></P>
<P class=article align=justify><FONT face=Tahoma size=2>Vi sono state imboscate contro le truppe USA nei pressi di Dhulaya. Ma Ali Saleh al-Jabouri, un membro della delegazione che si è recata alla vicina base USA per chiedere il risarcimento delle perdite, afferma che gli ufficiali americani hanno descritto quanto successo come “una punizione alla popolazione locale perché ‘sapete chi appartiene alla resistenza e non ce lo dite’ “. I metodi utilizzati dagli israeliani, di punizione collettiva ai palestinesi, sono ora applicati in Iraq, ha aggiunto Ali Saleh.</FONT><BR></P>
<P class=article align=justify><FONT face=Tahoma size=2>La distruzione degli alberi da frutto si è verificata nella seconda metà del mese scorso ma, come la maggior parte di ciò che succede nelle zone rurali, la conoscenza di quanto accaduto ci ha messo molto tempo a divenire nota. La distruzione dei raccolti ha avuto luogo lungo un chilometro a lato della strada, strada che subito dopo diventa un ponticello.<BR>I contadini dicono che 50 famiglie hanno così perso ogni possibilità di sostentamento, ma una petizione dei contadini rivolta alle forze delle coalizione di stanza a Dhuluaya che supplica un risarcimento in un inglese zoppicante, è firmata da solo 32 persone. La petizione dice: “decine di famiglie povere dipendono completamente, per poter vivere, da questi frutteti. Ora sono diventate così povere che possono solo aspettare la fame e la morte”.</FONT><BR></P>
<P class=article align=justify><FONT face=Tahoma size=2>I bimbi di una donna che aveva solo quei pochi alberi da frutto si sono messi davanti a un bulldozer ma sono stati trascinati via, anche secondo testimoni che non hanno voluto che il loro nome venisse reso noto. Hanno raccontato anche che un soldato americano si è accasciato in lacrime, durante l’operazione. Quando un reporter del giornale Iraq Today ha cercato di fare una foto ai bulldozer al lavoro un soldato gli ha strappato la telecamera e ha cercato di romperla.<BR>Lo stesso giornale riferisce che il Colonello Springman avrebbe detto: “Abbiamo chiesto diverse volte ai contadini di far cessare gli attacchi, o di dirci chi ne era il responsabile, ma i contadini non ce l’hanno detto”.</FONT><BR></P>
<P class=article align=justify><FONT face=Tahoma size=2>Informare le truppe USA dell’identità di chi li attacca sarebbe estremamente pericoloso per gli abitanti dei villaggi iracheni, nei quali quasi tutti sono parenti o amici e tutti si conoscono. I coltivatori che hanno perso gli alberi da frutto appartengono tutti alla tribù Khazraji ed è improbabile che forniscano informazioni su altri membri della tribù se anche questi stessero, veramente, attaccando i soldati statunitensi.</FONT><BR></P>
<P class=article align=justify><FONT face=Tahoma size=2>Quando a Nusayef Jassim è stato chiesto quanto valesse il frutteto che ha perso, ha risposto con voce rotta: “è come se qualcuno mi avesse tagliato entrambe le mani e poi mi si chiedesse quanto valessero”.</FONT></P><BR>
<P class=article align=justify><FONT face=Tahoma size=2 target="_blank">Fonte: <A href="http://news.independent.co.uk/world/middle_east/story.jsp?story=452375">http://news.independent.co.uk/world/middle_east/story.jsp?story=452375</A></FONT></P>
<P class=link align=justify target="_blank"><A href="http://www.nuovimondimedia.it/modules.php?op=modload&amp;name=News&amp;file=article&amp;sid=357&amp;..."><FONT face=Tahoma size=2>www.nuovimondimedia.it/modules.php?op=modload&amp;name=News&amp;file=article&amp;sid=357&amp;...</FONT></A>
<P class=link align=justify target="_blank">&nbsp;</P
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        <published>2004-04-30T12:07:21Z</published>
        <updated>2004-04-30T12:07:21Z</updated>
        
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          <![CDATA[
		  <P align=justify><STRONG><FONT size=5><SPAN class=titolo>La lezione di Melfi </SPAN><BR></FONT></STRONG><SPAN class=testo><FONT face=Verdana size=2></FONT></SPAN></P><BR>
<P align=justify><SPAN class=testo><FONT face=Verdana size=2>Ieri a Melfi ha vinto la democrazia, una merce rara nei posti di lavoro e, purtroppo, persino in quei sindacati che ritengono inutile, se non addirittura sbagliato, che a decidere sulle lotte, sugli accordi e sui contratti siano i lavoratori stessi. Solo 24 ore prima che una selva di centinaia di braccia si alzasse per votare la proposta di modificare la forma di lotta, avanzata dal segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini, il gruppo dirigente dei metalmeccanici Cgil sembrava stretto in un angolo. Almeno a guardare Melfi da Roma. Accusato di «estremismo», «avventurismo», comportamenti «antisociali» da Fiat, Confindustria e Federmeccanica. Ma anche da Cisl e Uil, da Fim e Uilm. La ragione? Semplice, siete complici dei lavoratori che hanno deciso di rompere le regole del gioco spezzando la quotidianità che li incatena, dopo 10 anni di lavoro in condizioni insopportabili. Costretti a orari più duri e salari più bassi dei loro compagni degli altri stabilimenti, falcidiati dai provvedimenti disciplinari, dai trasferimenti e dai licenziamenti, ammazzati nelle interminabili ore di viaggio tra fabbrica e casa al termine di giorni e giorni di lavoro notturno. La Fiom si è permessa di sostenere i presidi ai cancelli, rivendicando un tavolo vero di trattativa per modificare l'intero sistema di regole che fa di Melfi una colonia di Torino, senza i diritti dei torinesi. Solo la Cgil, e con qualche mal di pancia, ha sostenuto la Fiom. Anzi, gli operai di Melfi.<BR><BR>Tre ore e mezza di discussione accesissima, dura, senza sconti per nessuno. Un'assemblea operaia appassionata davanti ai cancelli della fabbrica integrata di Melfi, quel «prato verde» che per dieci anni è stata quasi un mito, il fiore all'occhiello degli industriali sabaudi da cui dipendeva l'intera produzione automobilistica, cuore pulsante della Fiat e, da dieci giorni, cuore pulsante del movimento operaio italiano. Alla fine il voto: all'unanimità si decide di togliere i presidi e cambiare forma di lotta, oggi sciopero per tutto il giorno, domani si vedrà, dipende dall'andamento delle trattative e dalla disponibilità della Fiat ad aprire la gabbia in cui da 10 anni ha rinchiuso i suoi operai lucani. L'assemblea permanente valuterà e deciderà giorno per giorno, ora per ora insieme ai suoi delegati presenti alla trattativa, come continuare la lotta.<BR><BR>Chi due giorni fa ordinava alla Fiom di «liberare» la fabbrica, ha ricevuto una risposta netta, quanto ovvia in un contesto democratico: solo i titolari del lavoro - di quel lavoro e di quegli stipendi - e della lotta ai cancelli hanno la facoltà di farlo, se lo ritengono opportuno. Alla fine tutti hanno dovuto abbozzare. Così, il gruppo dirigente della Fiom è tornato a Melfi e ha chiesto all'assemblea di togliere i presidi per incassare una prima vittoria nello scontro con l'azienda (fino a poche ore prima disposta a trattare su nulla e solo con sindacati compiacenti, ohggi costretta a un vero tavolo negoziale). Mantenendo in piedi l'assemblea, e articolando le iniziative.<BR><BR>Chi s'intende di storia operaia sa che non è semplice passare da una lotta a oltranza a una lotta articolata. Lo si può fare se si è forti, se si ha il consenso della maggioranza, se si «controlla» la fabbrica. Tante volte, in passato, questo passaggio non è stato possibile. Perciò il voto di ieri ha un valore ancora più grande. Per i lavoratori, per la Fiom, per la democrazia. Neppure le botte della polizia, neppure le ingiunzioni a togliere i presidi spedite da un solerte giudice sono riuscite ad arrestare il processo di liberazione dei lavoratori lucani.<BR><BR>Questi concetti devono averli compresi anche Giuseppe Morchio e il gruppo dirigente della Fiat. Ad aiutarli a capire che non si può governare una fabbrica come si comanda in una caserma hanno contribuito le 16 mila vetture non costruite a Melfi nei 10 giorni di presidi. Per riprendere a costruirle, i torinesi hanno bisogno dei lavoratori di Melfi. Lavoratori, non servi. </FONT><BR><BR><FONT size=4>Loris Campetti, Il Manifesto, 30 aprile 2004</FONT></P></SPAN>
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        <published>2004-04-30T11:17:34Z</published>
        <updated>2004-04-30T11:17:34Z</updated>
        
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          <![CDATA[
		  <P align=justify><STRONG><FONT size=5><SPAN class=titolo>Modello Fiat </SPAN></FONT></STRONG></P>
<P align=justify><STRONG><FONT size=5><SPAN class=titolo></SPAN></FONT></STRONG><FONT size=2><FONT face=Verdana><BR></FONT></FONT><SPAN class=testo><FONT face=Verdana size=2><FONT color=#009900>Straccioni e forcaioli</FONT> come sempre - che altro si può dire del padronato Fiat, o delle banche che gli stanno alle costole, nella vertenza di Melfi? E' uno stabilimento chiave, essenziale nel sistema del <I>just in time</I>, che abolisce magazzini e scorte, è il secondo complesso per produttività in tutta Europa, ma la Fiat pretende di tenere i cinquemila dipendenti a <FONT color=#009900>salari più bassi dal 15 al 25 per cento rispetto a quelli delle altre sue produzioni</FONT>, <FONT color=#009900>a ritmi più serrati e in settimane di lavoro di sei giorni</FONT>. E quando, dopo anni d'un contratto capestro firmato come Fiat-Sata, i lavoratori di Melfi chiedono di essere portati al livello contrattuale degli altri, manco gli risponde. E quando, esasperati, organizzano la protesta gli scaraventa addosso la polizia con caschi e manganelli. Questo è successo ieri mattina. Siamo nel 2004, ci si riempie la bocca di globalizzazione e competitività ma gli eredi dell'Avvocato dirigono la manodopera come un fattore micragnoso di cento anni fa. <FONT color=#009900>Pensano che con la gente della Basilicata si può far quel che si vuole, è una regione meridionale povera, hanno reclutato i lavoratori su un vastissimo territorio perché siano distanti a due ore di viaggio, e con mezzi propri, e per strade sgangherate dove gli incidenti sono la regola, in modo che restino divisi fuori come dentro i grandi spazi del complesso. Non importa che siano stanchi morti, che le punizioni piovano a migliaia (novemila in cinque anni), che molti se ne vadano perché non reggono, cosa che non succede in questa misura in nessun altro luogo, ma meglio disperdere il <I>know how</I> puntando sui disoccupati dei dintorni piuttosto che pagare i propri dipendenti a prezzo normale e per orari normali.</FONT> Così pensa la nostra classe dirigente che si vantava di aver fatto dell'Italia la quinta potenza industriale del mondo.<BR><BR>E' una dirigenza non solo arrogante, è anche stupida. Non deve essersi pagata neppure qualche sociologo abbastanza intelligente da spiegarle che nel mezzogiorno è un errore credere che la mancanza di una lunga tradizione di lotte significhi eterna rassegnazione. La Fiat ha tirato troppo la corda e ora si trova davanti a una protesta che si è infiammata di colpo su esigenze elementari e decenza avrebbe dovuto prevenire. E' la Rsu, l'organismo di fabbrica, che è partita bloccando gli accessi a uno stabilimento nel quale la comunicazione interna è difficile. La direzione ha creduto di aggirarla accordandosi con le malleabili Fim-Cisl e Uil nonché terrorizzando i lavoratori di Mirafiori, sospesi fra una cassa integrazione e un'altra, finché alcuni di loro non hanno scritto a Melfi supplicandola di smettere perché: il nostro lavoro è nelle vostre mani. Come se non fossero tutti e due nelle mani della famiglia di Torino. La stampa scritta e parlata non ha mancato di precipitarsi a deprecare la scarsa coscienza globale degli operai e a predicare la libertà di crumiraggio. Tutto sbagliato. Melfi ha tenuto, diecimila persone hanno circondato il complesso l'altro ieri, e la Fiat come, suppongo, il prefetto di Potenza hanno perduto la testa mandando la polizia a sciogliere i presidi.<BR><BR>Incauta mossa. Domani sciopereranno tutti i metalmeccanici d'Italia e vedremo chi la spunta. E fin quando il governo potrà fingere di tenersene fuori. E fin quando l'opposizione esiterà a entrare in campo su una questione di equità salariale e normativa così elementare. Non siamo ancora la pallida imitazione degli Stati Uniti della destra repubblicana.</FONT></SPAN></P><SPAN class=firma><FONT face=Verdana size=2>ROSSANA ROSSANDA</FONT></SPAN><BR>
<P><SPAN class=testo><FONT face=Verdana size=2>da Il Manifesto, 27 aprile 2004</FONT></SPAN></P>
<P><SPAN class=testo>&nbsp;</P></SPAN>
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        <published>2004-04-28T13:26:59Z</published>
        <updated>2004-04-28T13:26:59Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[]]></title>
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          <![CDATA[
		  <BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=4><FONT color=#006633>&nbsp;</FONT><FONT color=#006633><STRONG>Domandine a proposito di Dio</STRONG></FONT></FONT></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><BR>&nbsp;</P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>Un giorno chiesi: “Nonno dove sta dio?”</FONT><BR></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>Il nonno diventò triste e non mi rispose.</FONT><BR></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>Mio nonno morì nel campo senza preghiere né confessioni</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>lo seppellirono gli indios al suono di flauto e tamburi.</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>Poi chiesi a mio padre. “Padre che ne sai di dio?”</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>papà divenne serio e non mi rispose.</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>Mio padre morì in miniera senza dottori né protezione</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>color di sangue miniera chiede l’oro del padrone.</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>Mio fratello vive sui monti e non conosce i fiori</FONT><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>sudore, malaria e serpenti: la vita del boscaiolo.</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>E che nessuno gli chieda se ha mai visto dio</FONT><BR><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>per casa sua non passa nessun signore così importante.</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>Io canto per i sentieri e quando sto in prigione</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>sento la voce del popolo cantare meglio di me.</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>C’è una cosa sulla terra più importante di dio:</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>che nessuno sputi sangue perché un altro viva meglio.</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>Che dio vegli sui poveri? Forse sì o forse no</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>però di sicuro a mezzogiorno siede alla mensa del padrone.</FONT></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>&nbsp;</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>&nbsp;<SPAN style="FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt"><FONT color=#006633><EM><STRONG>Atahualpa Yupanqui</STRONG></EM></FONT></SPAN></FONT></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>&nbsp;</P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>***</FONT></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633></FONT><BR>&nbsp;</P>
<H1 style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN style="FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt"><FONT color=#006633>Preguntita sobre Dios</FONT></SPAN><BR></H1>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><BR>&nbsp;</P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>Un día yo pregunté:</FONT><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>¿Abuelo, dónde esta Dios?</FONT><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>Mi abuelo se puso triste,</FONT><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN lang=FR style="mso-ansi-language: FR"><FONT color=#006633>y nada me respondió.</FONT></SPAN><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>Mi abuelo murió en los campos,</FONT><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>sin rezo ni confesión.</FONT><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>Y lo enterraron los indios</FONT><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN lang=FR style="mso-ansi-language: FR"><FONT color=#006633>flauta de caña y tambor.</FONT></SPAN><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>Al tiempo yo pregunté:</FONT><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN lang=FR style="mso-ansi-language: FR"><FONT color=#006633>¿Padre, qué sabes de Dios?</FONT></SPAN><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>Mi padre se puso serio</FONT><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN lang=FR style="mso-ansi-language: FR"><FONT color=#006633>y nada me respondió.</FONT></SPAN><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>Mi padre murió en la mina</FONT><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN lang=FR style="mso-ansi-language: FR"><FONT color=#006633>sin doctor ni protección.</FONT></SPAN><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN lang=FR style="mso-ansi-language: FR"><FONT color=#006633>¡Color de sangre minera</FONT></SPAN><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>tiene el oro del patrón!</FONT><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>Mi hermano vive en los montes</FONT><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>y no conoce una flor.</FONT><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN lang=FR style="mso-ansi-language: FR"><FONT color=#006633>Sudor, malaria y serpientes,</FONT></SPAN><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>es la vida del leñador.</FONT><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN lang=FR style="mso-ansi-language: FR"><FONT color=#006633>Y que naide le pregunte</FONT></SPAN><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>si sabe dénde esta Dios:</FONT><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>Por su casa no ha pasado</FONT><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>tan importante señor.</FONT><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>Yo canto por los caminos,</FONT><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>y cuando estoy en prisión,</FONT><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>oigo las voces del pueblo</FONT><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>que canta mejor que yo.</FONT><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>Si hat una cosa en la tierra</FONT><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN lang=FR style="mso-ansi-language: FR"><FONT color=#006633>más importante que Dios</FONT></SPAN><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN lang=FR style="mso-ansi-language: FR"><FONT color=#006633>es que naide escupa sangre</FONT></SPAN><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>pa’ que otro viva mejor.</FONT><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN lang=FR style="mso-ansi-language: FR"><FONT color=#006633>¿Qué Dios vela por los pobres?</FONT></SPAN><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN lang=FR style="mso-ansi-language: FR"><FONT color=#006633>Tal vez sí, y tal vez no.</FONT></SPAN><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>Lo seguro es que Él almuerza</FONT><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT color=#006633>en la mesa del patrón.</FONT></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>&nbsp;</P>
				]]>
        </summary>

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        <published>2004-04-27T10:35:32Z</published>
        <updated>2004-04-27T10:35:32Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <P class=MsoTitle style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align=center><STRONG><FONT color=#336666>ESTADIO DE CHILE</FONT></STRONG></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>Somos cinco mil aquí</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>en esta pequeña parte la ciudad.</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>Somos cinco mil.</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN lang=FR style="mso-ansi-language: FR">¿Cuántos somos en total<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></SPAN></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN lang=FR style="mso-ansi-language: FR">en las ciudades y en todo el país?<o:p></o:p></SPAN></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN lang=FR style="mso-ansi-language: FR">Sólo aquí,<o:p></o:p></SPAN></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN lang=FR style="mso-ansi-language: FR">diez mil manos que siembran<o:p></o:p></SPAN></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN lang=FR style="mso-ansi-language: FR">y hacen andar las fábricas.<o:p></o:p></SPAN></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>Cuánta humanidad</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>con hambre, frío, pánico, dolor,</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>presión moral, terror y locura.</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN lang=FR style="mso-ansi-language: FR">Seis de los nuestros se perdieron<o:p></o:p></SPAN></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN lang=FR style="mso-ansi-language: FR">en el espacio de las estrellas.<o:p></o:p></SPAN></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>Uno muerto, un golpeado como jamás cre<BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>se podría golpear a un ser humano.</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>Los otros cuatro quisieron quitarse</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>todos los temores,</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>uno saltando al vacío,</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>otro golpeándose la cabeza contra un muro</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>pero todos con la mirada fija en la muerte.</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>¡Qué espanto produce el rostro del fascismo!</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>Llevan a cabo sus planes con precisión artera</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>sin importarles nada.</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>La sangre para ellos son medallas.</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>La matanza es un acto de heroísmo.</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>¿Es este el mundo que creaste, Dios mío?</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN lang=FR style="mso-ansi-language: FR">¿Para esto tus siete días de asombro y de trabajo?<o:p></o:p></SPAN></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN lang=FR style="mso-ansi-language: FR">En estas cuatro murallas sólo existe un número<o:p></o:p></SPAN></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>que no progresa.<BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN lang=FR style="mso-ansi-language: FR">Que lentamente querrá más la muerte.<o:p></o:p></SPAN></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>Pero de pronto me golpea la consciencia</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>y veo esta marea sin latido</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>y veo el pulso de las máquinas</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>y los militares mostrando su rostro de matrona</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>llena de dulzura.</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>¿Y México, Cuba y el mundo?</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>¡Qué griten esta ignominia!</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN lang=FR style="mso-ansi-language: FR">Somos diez mil manos<o:p></o:p></SPAN></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>menos que no producen.</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>¿Cuántos somos en toda la patria?</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>La sangre del compañero Presidente</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN lang=FR style="mso-ansi-language: FR">golpea más fuerte que bombas y metrallas.<o:p></o:p></SPAN></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>Así golpeará nuestro puño nuevamente.</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN lang=FR style="mso-ansi-language: FR">Canto, qué mal me sabes<o:p></o:p></SPAN></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>cuando tengo que cantar espanto.</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>Espanto como el que vivo</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>como el que muero, espanto.</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN lang=FR style="mso-ansi-language: FR">De verme entre tantos y tantos<o:p></o:p></SPAN></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN lang=FR style="mso-ansi-language: FR">momentos de infinito<o:p></o:p></SPAN></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN lang=FR style="mso-ansi-language: FR">en que el silencio y el grito<o:p></o:p></SPAN></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN lang=FR style="mso-ansi-language: FR">son las metas de este canto.<o:p></o:p></SPAN></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>Lo que veo nunca vi.</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>Lo que he sentido y lo que siento</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>harán brotar el momento...</P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>&nbsp;</P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><B><EM><FONT color=#336666>Victor Jara</FONT></EM></B></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center>*****</P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Siamo in cinquemila, qui,</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>In questa piccola parte della città.</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Siamo in cinquemila.</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Quanti siamo, in totale,</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Nelle città di tutto il paese?</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Solo qui</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Diecimila mani che seminano</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>E fanno marciare le fabbriche.</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Quanta umanità</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>In preda alla fame, al freddo, alla paura, al dolore,</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Alla pressione morale, al terrore, alla pazzia.</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Sei dei nostri si son persi</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Nello spazio stellare.</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Uno morto, uno colpito come non avevo mai creduto</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Si potesse colpire un essere umano.</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Gli altri quattro hanno voluto togliersi</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Tutte le paure</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Uno saltando nel vuoto,</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Un altro sbattendosi la testa contro un muro,</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Ma tutti con lo sguardo fisso alla morte.</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Che spavento fa il volto del fascismo!</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Portano a termine i loro piani con precisione professionale</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>E non gl'importa di nulla.</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Il sangue, per loro, son medaglie.</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>La strage è un atto di eroismo.</FONT><BR><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>E' questo il mondo che hai creato, mio Dio?</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Per tutto questo i tuoi sette giorni di riposo e di lavoro?</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Tra queste quattro mura c'è solo un numero</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Che non aumenta.</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Che, lentamente, vorrà ancor più la morte.</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Ma all'improvviso mi colpisce la coscienza</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>E vedo questa marea muta</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>E vedo il pulsare delle macchine</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>E i militari che mostrano il loro volto di matrona</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Pieno di dolcezza.</FONT><BR><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>E il Messico, Cuba e il mondo?</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Che urlino questa ignominia!</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Siamo diecimila mani</FONT><BR><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>In meno che producono.</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Quanti saremo in tutta la patria?</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Il sangue del Compagno Presidente</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Colpisce più forte che le bombe e le mitraglia.</FONT><BR><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Così colpirà di nuovo il nostro pugno.</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Canto, che cattivo sapore hai</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Quando devo cantar la paura.</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Paura come quella che vivo,</FONT><BR><BR></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Come quella che muoio, paura.</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Di vedermi fra tanti e tanti</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>momenti di infinito</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>in cui il silenzio e il grido</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>sono i fini di questo canto.</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Ciò che ho sentito e che sento</FONT></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>Farà sbocciare il momento.</FONT></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align=center><FONT size=2>&nbsp;<o:p></o:p></FONT></P>
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        <published>2004-04-26T08:55:52Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">L'APPELLO<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">"Un danno per la cultura delle nuove generazioni"<o:p></o:p></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">&nbsp;&nbsp;Dai nuovi programmi della Scuola media è scomparso l’insegnamento della "Teoria dell’evoluzione delle specie". L'elenco degli argomenti da trattare non comprende più "L’evoluzione della Terra", la "Comparsa della vita sulla Terra" la "Struttura, funzione ed evoluzione dei viventi" e "L'origine ed evoluzione biologica e culturale della specie umana".</P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">I programmi pubblicati nel decreto legislativo del 19 febbraio 2004 non contengono tracce della storia evolutiva dell'uomo né del suo rapporto con le altre specie.&nbsp;</P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">&nbsp;Il mancato apprendimento della teoria dell'evoluzione per dei ragazzi di 13-14 anni, rappresenta una limitazione culturale e una rinuncia a svilupparne la curiosità scientifica e l'apertura mentale. <o:p></o:p></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">&nbsp;E' senz'altro giusto spiegare che il Darwinismo e le teorie che ne sono conseguite hanno lacune da colmare e presentano problemi insoluti, ma non si può saltare completamente l'anello che lega passato e presente della nostra specie. Chiediamo dunque al Ministero dell'Istruzione di rivedere i programmi della scuola media, colmando una dimenticanza dannosa per la cultura scientifica delle nuove generazioni. <o:p></o:p></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">Carlo Bernardini - Dip. di Fisica La Sapienza e Infn <o:p></o:p></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">Edoardo Boncinelli - Scuola Int. Sup. StudiAvanzati, Trieste <o:p></o:p></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">Luigi Luca Cavalli Sforza - Univ. di Stanford <o:p></o:p></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">Bruno Dallapiccola - Ist. Mendel, Roma <o:p></o:p></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">Ernesto Di Mauro - Genetica molecolare, La Sapienza. <SPAN lang=FR style="mso-ansi-language: FR">Dir. Fond. Cenci Bolognetti <o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">Renato Dulbecco - Nobel per la medicina <o:p></o:p></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">Margherita Hack - prof. ssa emerita di Astrofisica, Trieste <o:p></o:p></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">Giuseppe Novelli - docente di Genetica Umana, Tor Vergata <o:p></o:p></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">Franco Pacini - dir. Osservatorio di Arcetri <o:p></o:p></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">Massimo Pettoello - Mantovani - prof. di Pediatria, Foggia e New York <o:p></o:p></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">Alberto Piazza - docente di Genetica Umana, Torino <o:p></o:p></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">Pier Franco Pignatti - presid. Soc. italiana di Genetica Umana <o:p></o:p></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">&nbsp;<o:p></o:p></P><BR>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">&nbsp;<o:p></o:p></P>
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        <published>2004-04-26T08:38:45Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[La mattanza di Falluja]]></title>
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		  <P><IMG height=320 hspace=0 src="http://www.ilcannocchiale.it/blogs/bloggerimg/20044209904951.jpg" width=472 align=left border=0></P><BR>
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<P>Mentre nel nostro paese i telegiornali al soldo della maggioranza e la gran parte dei giornali si sono concentrati sulla drammatica vicenda degli ostaggi e sulla vergognosa diatriba circa lo spirito eroico o meno di Quattrocchi, le truppe americane hanno assediato senza tregua Falluja.<BR>Renato Caprile, ottimo inviato de La Repubblica, ha descritto con grande maestria la tragedia di Falluja. Hamid, irakeno quarantenne, una moglie e tre figli, ha visto mucchi di cadaveri per strada. Anche di donne e bambini lasciati lì dove erano caduti, perché i cecchini non davano tregua. Ha visto gente seppellire nel giardino di casa i propri morti, perché le bombe americane non hanno risparmiato nemmeno il cimitero. Ha visto centri di raccolta degli aiuti alimentari saltati in aria. Ha visto uomini morire sull’uscio di casa. Ha visto lo stadio trasformarsi in un’enorme fossa comune. Ha visto dal di dentro cosa vuol dire un assedio. Ha vissuto la fame, la paura, la disperazione di chi è rimasto in trappola. L’attacco americano è stato una rappresaglia violentissima e disumana per vendicare i quattro americani barbaramente uccisi e oltraggiati. A Falluja non c’erano bombe intelligenti, ma soltanto bombe, fatte cadere a grappoli sui quartieri più popolosi della città.<BR>La scena, però, che Hamid non dimenticherà mai è quella cui ha avuto la sfortuna di assistere il terzo giorno dell’attacco. “Era in una delle stradine del quartiere al Jolan. Una donna incinta, all’ultimo mese di gravidanza che non è mai riuscita a raggiungere l’ospedale e gli è praticamente spirata tra le braccia. Cosa c’entrava quella poveretta con il terrorismo, la resistenza non lo capirò mai”. Hamid ricorda, inoltre, l’accanimento degli americani contro una grande casa del centro, rasa al suolo; al suo interno c’erano 32 persone, in gran parte donne e bambini.<BR>Queste sono solo alcune delle agghiaccianti scene cui ha assistito Hamin durante il criminale e vile assedio della città di Falluja. Ma tanto la vita di centinaia di irakeni per i nostri schifosi governanti e gli sciocchi e servili giornalisti (vedi i vari Socci, Pansa, Belpietro, Feltri, ecc.) non ha alcun valore. </P>
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        <published>2004-04-20T07:54:13Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[Giovanardi loda Giovanardi]]></title>
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		  <P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify" align=justify><FONT face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif" size=2>Il ministro Carlo Giovanardi, forse il ministro più sciocco e irritante della storia repubblicana, nel corso di un'intervista rilasciata a Report, ha lodato l’operato del direttore del Centro di Permanenza Temporanea di Modena. A suo dire il centro è gestito ottimamente, meglio di un ospedale. La gestione è stata affidata alla Legacoop e alla Misericordia modenese. Indovinate chi è l’osannato direttore? Ovviamente Daniele Giovanardi, fratello del ministro e capo della Misericordia. Bisogna ricordare al ministro che i protocolli interni, per ammissione anche del sindacato di polizia Siulp, sono quelli carcerari. Le persone trattenute sono private della libertà e certo non vivono la permanenza come se fossero ospitati in una clinica.</FONT></P>
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        <published>2004-04-20T07:51:32Z</published>
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		  <P><IMG height=332 hspace=0 src="http://www.ilcannocchiale.it/blogs/bloggerimg/200441999041732.jpg" width=447 align=left border=0></P>
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        <published>2004-04-19T15:34:25Z</published>
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          <![CDATA[
		  <P align=justify><STRONG><SPAN class=titolo><FONT size=2>da Il Manifesto del 17 apr. 2004</FONT></SPAN></STRONG></P>
<P align=justify><STRONG><FONT size=5><SPAN class=titolo>Franco (Theodor) Frattini </SPAN><BR></FONT></STRONG><FONT size=2><FONT face=Verdana><SPAN class=firma>GUGLIELMO RAGOZZINO</SPAN><BR></FONT></FONT><SPAN class=testo><FONT face=Verdana size=2>«Un altro «eroe calmo e solido di queste lunghissime giornate è Franco Frattini, il giovane ministro degli Esteri che ha affrontato la situazione anche in uno studio televisivo....» Paolo Guzzanti, editoriale del <I>Giornale</I>. «"Che Fabrizio era morto lo abbiamo saputo dalla televisione" accusa la sorella Graziella». E' «il vicedirettore di <I>Libero</I>, Renato Farina, che rivelava il nome dell'italiano assassinato dopo l'ultimo stacco pubblicitario» (Giovanna Cavalli, <I>Corriere della sera</I> ). Sul <I>Corriere</I> c'è anche un editoriale: «Un piccolo uomo(...) Capace di morire invocando l'Italia come accadeva un tempo (e chissà poi se è accaduto davvero tutte le volte che è stato riferito)». La parentesi non è del <I>manifesto</I> disfattista, ma dell'autorevole quotidiano. <I>La Stampa</I> è in caccia di misteri. «Chi scrive (Giuseppe Zaccaria) è costretto a seguire le tv arabe minuto per minuto e può assicurare che la frase di Berlusconi non è mai stata citata letteralmente come invece ieri le "Brigate" hanno fatto. Dunque i macellai del "triangolo sunnita" sono probabilmente in contatto con qualcuno che in Europa, in Italia, comunica loro informazioni, illustra reazioni e forse può impartire istruzioni».<BR><BR>Il tema di Berlusconi alla Tv è trattato anche dal <I>Messaggero</I> che però racconta di un dibattito televisivo tra politologi arabi dalla sede di Baghdad di Al-Jazeera. «Nel corso del confronto, fra l'altro, Abdel Sattar Jawad, (...) ha criticato i toni usati dal premier, giudicati troppo aggressivi rispetto a quelli del giapponese Koizumi». Di «Rozzi proclami», ma non riferiti al premier italiano scrive anche Stefano Silvestri sulla prima del <I>Sole 24 Ore</I> . «I terroristi uccidono a sangue freddo, e davanti a una telecamera, un ostaggio italiano e allo stesso tempo una voce attribuita a Osam bin Laden, ..., offre all'Europa una "tregua", a condizione che cambi radicalmente politica e alleati. In ambedue i casi ci troviamo di fronte a un feroce sfoggio di violenza e a un uso mediatico della tecnica degli ultimatum: più rozzo e diretto il primo, solo poco più raffinato e indiretto il secondo». Meglio la parola soffice o il bastone?<BR><BR>Ma Guzzanti scioglie il dilemma: «L'Italia oggi è attrezzata per rispondere a queste esigenze e vincere, senza grida retoriche e, come stile, alla maniera di Franco Frattini che senza volerlo - e anzi non ce ne voglia - ci ricorda Roosevelt, Theodor, il conquistatore di Cuba, non Franklyn Delano che morì invaghito di Stalin, quando diceva "Parla piano ma tieni sempre accanto a te un nodoso bastone"». </FONT><BR></P></SPAN>
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        <published>2004-04-19T14:45:16Z</published>
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